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-Allora posteggio qui?
-No, no. Abri la magghina. Gi szalgo io, szobra. Adeso a me.
-Scusa, non ho capito. Aspetta che mi avvicino meglio. Mi metto accanto… Dicevi? Vuoi che scendo?
Ti lascio le chiavi?
-Szì ghiavi, ghiavi.
Szì.. adeso, ghiavi, dai!
(Allunga il braccio porgendomi
con grazia il palmo della mano
come se le volesse.
Le do le chiavi ma lei me le ritorna coprendo la mia, dolcemente)
-Ho sbagliato qualcosa?
Che faccio, te le lascio appese?
-No. Lascia ghiavi, brendi ora.
Ti voglio a de, Adeso. Szobra.
-Oh.. E allora? E prima lascia, e dopo prendi: Non ci sto capendo
più niente...
le vuoi o non le vuoi
ste chiavi?
E poi, adeso qua adeso là,
adeso a cosa? Vuoi che la stringa ancora di più al marciapiede?
Più adeso di così non posso.
Non vedi che ci ho pure i cerchi
in lega nuovi nuovi: me li graffio!
-No arabiare du! Sbiego meglio:
Szì, adeso Szobra me, foddi lega.
Szì szobra
-Ah, forse ora ho capito: ti chiami Szobra?
-No, no, io no Szobra. Segui me, no vedi szobra, guada marciabiede..
-Il marciapiede? Devo salirci con la ruota? Te lo scordi. Lo vuoi capire che ho i cerchi in lega, sono della 'Momo", pue quasi forgiati nell'oro..
Mi sono costati un occhio
della testa. E poi Adeso, adeso, adeso sempre: e che diamine! ma adeso che?
-Adeso szobra.
-A Chi? Cosa? Senti mia cara Szobra, guarda che a te ti ho capita, mica sono scemo. Ma poi, scusa, potevi dirmelo prima, e che sarà mai! Dì la verità: tu non vuoi né le chiavi né la macchina, vuoi solo comprarti un bel panino, vero? Mi dispiace ma ho solo un euro. Ecco tieni.. Peccato che non c’è la mi moglie Claudia, ti sarebbe di certo finita meglio: lei è sempre così piena di monete, ma come fa?
-Gome fai du a non gabire?
Credino!
Adeso, Adeso..
Io voglio sgopare con de Adeso.
Era camerunense, si chiamava Oddhanda Ehuro.